L’11 dicembre 1918 nasce a Kislovodsk Aleksandr Solzenicyn, scrittore russo deportato in un lager siberiano nonostante avesse partecipato alla seconda guerra mondiale. Tale esperienza è alla base del romanzo che costituì la prima denuncia dei metodi repressivi staliniani. Dopo l’attribuzione del premio Nobel fu espulso dall’URRS e visse a lungo negli Stati Uniti, imponendosi come una delle figure carismatiche del dissenso dal regime sovietico. Nel 1991 è stato riabilitato in patria.
11 dicembre 2010
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