Oscar Wilde nasce a Dublino il 16 ottobre 1854. È un eccentrico di rara eleganza, un dandy che attira su di sé le critiche dell’intera società che lo circonda. È un eccezionale oratore, incanta chi lo ascolta. Autore eclettico, saggista, favolista, drammaturgo poeta e persino giornalista scrive, nella sua vita, un solo romanzo: “Il ritratto di Dorian Gray”. Il libro è, però, un capolavoro della letteratura inglese, dell’arte decadente. Vi si celebra fino all’estremo sacrificio la bellezza. Sposato e con due figli, si separa dalla moglie e provoca uno scandalo quando si innamora di Alfred Douglas, figlio di un Lord. Insultato in pubblico dal padre del suo amante come sodomita, lo querela. Ma la successiva azione legale intrapresa contro di lui dal suo aggressore verbale finisce in un processo in cui Wilde viene accusato di “grave immoralità”. È condannato a due anni di reclusione nel carcere di Redding, il massimo della pena prevista per omosessualità ed è costretto ai lavori forzati. La sua carriera è finita. Negli ultimi anni della sua vita, lo scandalo e le conseguenze dell’arresto lo inducono a cambiare nome. Diventa Sebastian Melmoth e si trasferisce in varie località prima di fermarsi definitivamente a Parigi. Muore di meningite nel suo letto, afflitto da problemi di alcolismo, a quarantasei anni, il 30 novembre 1900, in un poverissimo hotel della città.
16 ottobre 2010
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Grandissimo : lo adoro
Commento di mara — 11 dicembre 2010 @ 08:33 |